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Presentazioni efficaci, 5 no e 5 sì

Mag 25, 2024 | News

La voglia d’estate ci prende le redini. Il sole sboccia, c’è energia buona nell’aria, voglia di nuovi progetti e sperimentazioni. Sentiamo la spinta per fare un passetto avanti.

E poi uno a la izquierda e uno a la derecha, muove la colita sì sì sì! Ed ecco che qualsiasi scusa è buona per immaginarci con un mojito in mano a tentare due passi di reggaetton sulla pista da ballo.

Manca poco alla metà dell’anno: è tempo di bilancini.

(illustrazione di Ariele Pirona)

Altro che festa. In ufficio le riunioni di semestre, di monitoraggio e feedback, stanno esplodendo come i fuochi del Redentore a luglio in bacino San Marco.

La gara alle presentazioni fighe è ufficialmente aperta. Partecipi anche tu?

Crediamo molto nel lavoro in team, nel confronto costruttivo e nella spinta a progettare nuove vie e risalite, perciò sentiamo un po’ nostra la responsabilità di darti qualche drittarella su come impostare delle slide-fatte-bene (questo è il termine tecnico) perché tu possa concorrere in gara a testa alta.

Come realizzare una presentazione degna? Partiamo dalle basi.

O meglio, partiamo dai NO. Cinque nemici in tutto.

  1. NO ai muri di testo, a meno che i tuoi ferri del mestiere non siano calce, spatola e mattoni: una presentazione non è un documento. Poche righe (un paio al massimo) che spiegano il concetto principale. Usa il peso dei caratteri (bold o corsivo) per evidenziare le parole chiave e dai spazio al bianco. That’s it.
  2. NO ad esprimere più concetti in un’unica slide: una presentazione non è un libro. Un concetto, una slide. Stop. Diversamente si genera confusione, anche visuale, l’occhio di chi legge non sa dove posarsi per captare la chiave e finisce per sfuggire. Addio attenzione.
  3. NO alle animazioni dei ’90: una presentazione non è un sito internet. Gli elementi visivi devono essere coerenti e semplificare i concetti. Se disturbano o sono fuori contesto vanno eliminati. Ah ma volevi far sorridere? L’ironia è di per sé ambigua: non arriva sempre dove -o a chi- vuoi tu.
  4. NO, la forma non va snobbata: una presentazione non è un’agenda. La forma è parte costituente del contenuto, ha bisogno di cura e di struttura. Un titolo che sia un titolo, un breve testo che approfondisce il titolo, un’immagine che mostra il significato del messaggio.
  5. NO alla difformità: una presentazione non è una bacheca. Tutto il materiale va uniformato secondo delle regole stilistiche (che deciderai tu). Logo, data e titolo della presentazione devono essere presenti (magari in piccolo, in basso a destra) in ogni slide, meglio se con i colori del brand.

Ma ci sono anche degli alleati. Cinque YES per te.

  1. YES ai tre ingredienti principali, da usare sempre: condivido il PROBLEMA, presento la mia SOLUZIONE, e ti spiego pure il BENEFEICIO. L’utilità di una presentazione sarebbe tutta qui. Ma ci sono altre ruffianate che devi conoscere.
  2. YES al ritmo: vogliamo nasconderci dietro a un dito? Le riunioni rischiano facilmente di cadere nella cumbia della noia. Se non hai capacità di intrattenimento alla Zelig, aiutati con il ritmo. Una slide di copertina, una slide per contenuto, una break slide per capitolo. Secondo il tema che stai esponendo, dedica una singola slide a un’immagine importante, purché abbia qualcosa da esprimere (un sondaggio, un grafico, uno schema, una panoramica). Concludi con una slide di ringraziamento dove inserire i contatti.
  3. YES alla gerarchia. Delle informazioni, inteso: Titolo, Sottotitolo, Contenuto, Immagine di accompagnamento. Logo, data, titolo della presentazione, colori del brand. Il bullet point per riassumere il testo. Ogni slide deve avere un flusso di lettura e visione chiaro, semplice, coerente così da guidare chi la riceve nella ricezione del messaggio, da più canali. Leggo, ascolto, osservo in un unico flusso informativo.
  4. YES all’uso dei font, ma non più di due o rischi di confondere, di mandare a remengo la gerarchia delle informazioni al punto precedente, di far uscire i tuoi colleghi dalla riunione con la palpebra traballina. Lo stesso per bold e corsivo, evita i minestroni, prendi una decisione di stile e portala avanti fino alla fine. La RebelNews di aprile era dedicata ai font tipografici e a quanto esprimono e veicolano visivamente, senza che noi ci facciamo granché. Usali con cura.
  5. YES all’uso delle immagini, se si accordano al contenuto. Devono essere a tema, spiegare visivamente il significato delle parole, avere una forma, una dimensione e una qualità degne. Freepik, Pixabay, Unsplash sono le banche immagini online dove puoi scaricare foto gratuitamente e di buona qualità.

Troppo “svizzere” queste drittine?! Non ti sarà mica smontata la creatività?

Promesso che da qui in poi puoi sperimentare anche quella! Segui questi 5 no e questi 5 sì come una mappa del tesoro e vedrai che il podio sarà tuo!

Buon bilancino!

Hai bisogno di una presentazione personalizzata in #sketchnote? Raccontaci il tuo progetto con una email, ti aiuteremo a realizzarlo. Lo sai che siamo scimmiette curiose!